nientedinuovodalfrontesurreale
come porci davanti alle perle?
Fronte Surreale, lì 26/10/2005
Ormai lo scambio di idee ferve e come in tutti i quesiti di un certo spessore vengono a crearsi degli schieramenti contrapposti e dei liberi battitori.
Puntate precedenti:
Il quesito originale.
Le prime risposte.
Consigliata la lettura per favorire la comprensione.

danilog aggiunge una postilla e pone un inquietante quesito: "Dopo aver tentato di spostare la questione dalle limitanti logiche biologico-meccaniche a quelle ben più affascinanti della percezione dei fenomeni, confesso tuttavia di aver trovato affascinante l'ulteriore passaggio, cioè il chiedersi il perchè e il percome della teoria pura. Ma non ho ben compreso il ritorno finale alle logiche biologico-meccaniche iniziali proposte attraverso la soluzione dell'interruzione della gravidanza. Ormai credo che il maialino sia diventato un archetipo concettuale. Era inevitabile del resto."

In seguito UmbertoSmaila e Mucio entrano in civile collisione su un punto fondamentale, ma andiamo con ordine.

UmbertoSmaila interviene con sicurezza: "Mi si permeta di rispondere, offeso quanto sorpreso da questo approccio riduzionistico volto a sottovalutare la possibilità (o per i più duri di voi, certezza)dell'esistenza di Dio. Come non accorgersi della presenza di Dio (o Ronnie James) quando si parla di maiale? Per quale motivo cercare di dimenticare un binomio indissolubile? Per amor di scienza? Ma mi si faccia il piacere. Per questo, a voi offro la (assai bAnale) soluzione del quesito. Essendo il Maialino estensione diretta del Maiale, e quindi di colui che è uno e primo (o trito) si può dire senza cadere in fallo che anche il Maialino, per analogia, gode della proprietà dell'ubiquità. Essendo ubiquo (ubbiguo?) è quindi elemento quotidiano della colazione di noi campioni - non necessita d'essere inzuppato, dal momento che già è nella tazza, nelle carni, nello spirito di noi mangiatori di merendine al farro e solfato di magnesio. Il maialino è sempre inzuppato, inzuppantesi, inzuppabile, inzuppaturo. Quesito risolto, mi si permetta di rispondere in anticipo a chi dubitasse della proprietà dell' ubiquità del divino; la prova empirica stessa dimostra che ovunque ci si giri, di questi tempi, c'è pieno di maiale."

Risponde un Mucio dubbioso: "Vorrei smentire il mio esimio collega il professor Smaila, infatti dimostrando l'esistenza di un principio divino (Dio, Allah, Maradona) lo si annichilisce secondo il principio del divino = indimostrabile. Sparito il divino, sparito anche il maiale, quindi staremmo parlando di aria fritta? come le male lingue sobillatrici già vociferavano? giammai, poichè l'esistenza del maialino da latte è provata e ben argomentata da alcune ricette della cucina sarda."

e ci lascia con una pre/promessa: "Come inzuppare allora il maialino nel latte? a breve una risposta."

Naturalmente non poteva mancare la risposta di UmbertoSmaila: "Qui non si parla di "dimostrazione" dell'esistenza di dio. Questa la lasciamo a voi, che tanto sperate nel suo fallimento, sTiavi della ragione che non siete altro. Tuttalpiù si puo' portare una qualche prova empirica ogni tanto per zittire anche voi, bieco popolino riduzionista, e tutto il circolo di Vienna (ad esempio, quella delle maiale - delle cui carni vi sappiamo - e ci sappiamo - grandi estimatori). Quello di cui parlavo è la percezione intuitiva, nell'accezione dell' avvertire, della presenza di dio nel suo legàme (o lègame, romano, o bond, come "Bond sono geims Bond" o "bond del tesoro" o "bond come bondaggio", o forse bind) con il maiale. Per questo mi designo in questa sede crociato del maiale di dio, portatore della Vera Fede (Federica, per chi la conosce da quando ancora si faceva chiamare Sergio). Dio sta, il maiale lo affianca, il maialino è da (nel) latte. "

Da par mio non posso che proporre due mie teorie.

Una di stampo prettamente linguistico e verte sulla termine "da". Se lo si intende come voce del verbo dare i maialino da latte è da interpretare come maialino in grado di dare latte. Per questo esso è già inzuppato e la soluzione semplicemente è da ricercare in una tazza più grossa.
L'altra di stampo metempsicotico: tutti noi in questi tempi di mucche pazze a prioni, polli che ci influenzano e pesci termometri troviamo rifugio carnivalesco nel maiale. Trasformato in deiezioni va a concimare i campi permettendo al grano di crescere sano e vigoroso. Esso tritato e polverizzato viene trasformato in biscotti da intingere nella tazza. Quindi il maiale viene intinto. E questa è un'altra soluzione.
Lettera dal fronte di secondosigillo scritta alle 14:41
reperibile nell'archivio tra i quesiti filosofici
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Giungono altri aggiornamenti sul quesito del maialino.
Non possiamo far altro che proporvi le nuove teorie, illazioni e soluzioni.

danilog ci mostra una possibile visione alternativa grazie al Piccolo Principe.
Ecco il suo intervento: "Il Piccolo Principe disegnerebbe semplicemente una tazza e chi ha ancora l'animo di un fanciullo capirebbe che dentro la tazza c'è già il maialino (Estensione della teoria secondo cui, disegnando una cosa a forma di cappello di profilo, il fanciullo capisce che in realtà è un boa che si è mangiato un elefante)."

In risposta Fricat sfoggia un ragionamento davvero alla gradevole che squarcia parecchi veli.
Ecco il suo intervento: "Appare chiaro, altresì, che possiamo star sbagliando approccio. anche quando riferiamo dell'ipotesi ottica, come escamotage (prendo questa perché la più "laterale"), ci ostiniamo a voler inquadrare la cosa con piglio razionale, così facente commettiamo letteratura , riproducendo in nuce il circuito ideativo-narrativo di Kafkis, che partiva da premesse assurde per svolgere serrate indagini iper-razionali, creando così il famoso "realismo magico" che altro non è se non "caudare" la parola onirico. Ovviamente, tale affermazione è bollabile, perché denuda questo meraviglioso equilibrio dell'ovvietà, senza ir quale, non ci sarebbe teorema e dunque divertissment. Dunque, scopriamo l'acqua calda, anzi, essendo noi fruitori accaniti del equivoco, ce la versiamo addosso, insomma scrivendoci versi a pelle. Però, se dessimo importanza paritaria a "razionale" e "assurdo", smettendola di ritenere il secondo aspetto una sorta di traditore politico scemo dell'intelletto, con cui ogni tanto far finta di ragionare, allora finarmente questo dilemma principe del mailino da latte nella tazza, avrebbe la sua caporetto (o capretto da latte).
Prima ho parlato di "parità", ora parlo di "capovolgimento valoris", sicché l'assurdo, in questo sistema, sostituisce nella preminenza il reale. L'assurdo ha una pecuniarità: è molto economico. Risolve in una mossa i mille sprechi del razionale.
Bene, la soluzione è questa: interruzione di gravidanza di una scrofa. Il prodotto di scarto è un maialino in fieri, ma mailino, perfettamente commisurabile alla tazza, senza spargimenti di latte.
Grazie assurdo, tvumdb."

La discussione, vero unicum nel panorama di desolazione che pervade il mondo blog, suscita talmente interesse da attirare le attenzioni anche degli organi di stampa.
Questo l'articolo.

Se avete idee questo è il momento di proporle.
Lettera dal fronte di secondosigillo scritta alle 10:16
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Fronte Surreale, lì 25/10/2005
Giusto ieri Fricat poneva un interessante quesito: "Io mi sono sempe chiesto come inzuppare nella tazza ir maialino da latte". Sollecitato da spirito scientifico e dalla natura curiosa il Fronte Surreale non poteva far altro che gettarsi nella ricerca pura per trovare una risposta, ma grande fu lo stupore quando le prime ricerche portarono alla luce una vasta letteratura a riguardo. Può essere d'ausilio illustrare il quesito come segue in figura
quesito iniziale

Ad un primo esame sembrerebbe impossibile per svariati motivi, ma una ricerca ancora più approfondita ha fatto emergere un particolare interessante. L'arte di inzuppare un maialino da latte in un recipiente era già conosciuta tra gli Antichi Egizi come si evince da un'iscrizione rinvenuta nella tomba di un alto notabile presso la corte del Faraone.


iscrizione egizia Rimane ancora oscuro il motivo di tale usanza che pare ad un attento esame un rito propiziatorio od un sacrificio per ottenere i favori degli Dei. Questa iscrizione però non aiuta più di tanto per giungere alla soluzione del quesito visto che il recipiente è ben lontano da poter essere definito tazza. Più che altro ci dimostra che questa era un'usanza già conosciuta nel passato



In seguito vennero perse le tracce di tale pratica, come di molte altre per il resto, e per secoli nessuno si pose più il quesito. Solo verso il 1850 Sir Albert Corkshire Motel, medico di corte, scartabellando i vecchi appunti del suo defunto mentore trovò una serie di schizzi e note su alcuni esperimenti riguardanti un maialino da latte ed un tazza. Il quesito ritrovava nuova linfa ed un nuovo ricercato. Dapprima il Motel cercò di dare una soluzione matematica al quesito, ma vista la mole di variabili ripiegò ben presto per un approccio sperimentale. Il Motel espose il quesito su una rivista scientifica dell'epoca suscitando una viva emozione nei circoli di pensiero. I primi esperimenti tuttavia fallirono per l'indisponibilità oggettiva del maialino a farsi intingere. La naturale vivacità del suino provocava esondazioni e rovesciamenti. A queste iniziali difficoltà cercarono rimedio in molti.


Il dottor Maurice de la Nuit, luminare di ottica, fece pervenire una ricca documentazione su un suo esperimento durante il quale, con un abile gioco di specchi, riusciva ad intingere il maialino in una tazza.
l'esperimento di Maurice de la Nuit



Il Motel, pur ammirato per la ricerca, fece notare che quello che andava ad intingersi non era il maialino stesso, ma bensì una sua immagine virtuale. Il de la Nuit riconbbe l'errore di fondo e si ritirò a vita privata. Il marchese Rudolph von Trier propose di tagliare a pezzi il maialino ed intingerlo pezzo per pezzo, ma la sua soluzione fu bollata come banale e riduttiva dalla stragrande maggioranza dei luminari.
La soluzione del marchese Rudolph von Trier
Una delle precondizioni era sicuramente l'essere vivo del maialino.


il paradosso di Il dottor Augusto Falleccino, teorico di fisica spiccia, propose di risolvere il quesito versando il latte sopra il maialino. Dopo l'iniziale disorientamento gli altri teorici bollarono come irricevibile questa soluzione che diede però molto da discutere tanto da divenire ben presto famoso come "il paradosso di Falleccino".



Paradosso che ben presto venne confutato da uno studente dello stesso Falleccino che affermò che tanto valeva allora lasciare senza controllo il sistema maialino-tazza e che prima o poi, per una serie di casualità, il maialino si sarebbe intinto da solo. Questa risposta decisa passò alla storia come "Principio di casualità dei sistemi maialino-tazza"
Illustrazione del principio di casualità dei sistemi maialino-tazza
In breve tempo lo stesso Motel venuto a conoscenza del principio non potè che cercare di confutarlo. Egli riteneva inaccettabile lasciare la soluzione al caso e quindi si adoperò per dimostrare il contrario. L'unica soluzione percorribile secondo il Motel era quella di affidare il maialino ad un istruttore con il chiaro fine ultimo di far intingere a comando il maialino stesso nella tazza.
La soluzione di Motel al Principio di casualità
Tuttavia la discussione è ancora aperta nonostante gli anni trascorsi. Il Fronte Surreale spera ora di riportare nuova linfa alla soluzione del quesito. Per ora le soluzioni proposte sono quelle di
  • prendere il maialino per il naso che magari ci casca da solo. (secondosigillo)
  • prendere il maialino per la gola con una bella ciotola di latte. (Fricat)
  • prendere una tazza più grossa atta a contenere con facilità il maialino. (secondosigillo)
Soluzione alternativa al quesito
Aggiornamenti


Giungono le prime interessanti proposte di soluzione al quesito. Eccovi una prima carrellata di interventi

Fricat propone una soluzione: "Ci sarebbe una soluzione tanto estrema quanto indossolubilmente apparentata con la trivialità, ma già avanzata da uno studende de La nuit, che all'epoca fu scartata perché le tecnologie dei sanitari non erano ancora mature. Ma, per dirla alla Wittengstein, qui il problema si presenta essenzialmente linguistico , sicché, ponendo il maialino da latte in un water per diversamente abili, che, nonostante la qualifica, risponderebbe al nome di "Tazza", qualora disponesse delle necessarie compotenze organiche, noi avremmo in un solo colpo reciso il nodo gordiano e trovato, evidentemente una soluzione davvero di comodo."

Mr.Tamburino interviene rendendo noto che "negli stati uniti d'america (da sempre all'avanguardia per risolvere tali quesiti) è in via di commercializzazione un maialino da latte geneticamente modificato ad hoc per entrare nella tipica tazza americana."

Mucio propone un'altra soluzione: "Se il maialino da latte non entrasse in nessuna tazza allora non si potrebbe bagnare col latte e ciò contraddice l'ipotesi. D'altraparte se il latte fosse fuori dalla tazza, sarebbe del latte versato, ma come si sa sul latte versato non si piange. Se non si piange si ride e il riso fa buon sangue, ma se anche il vino fa sangue, come dice il saggio popolare, il riso quindi fa buon vino, il buon vino invecchia nelle botti, quindi il latte se non nella tazza è in una botte. E in una botte c'è abbastanza spazio anche per più di un maialino, per la prima colazione."
Lettera dal fronte di secondosigillo scritta alle 10:59
reperibile nell'archivio tra i quesiti filosofici
con in calce i seguenti commenti (19)
Il Fronte Surreale è un luogo ameno e pulito, mantienilo così. Ogni riferimento a cose, persone e luoghi realmente inesistenti è puramente casuale, quindi non ve la prendete, che è maleducazione. E' un presidio medico chirurgico se ne consiglia un uso smodato.