| nientedinuovodalfrontesurreale | ||
| come porci davanti alle perle? |
|
gennaio 2007 maggio 2006 marzo 2006 gennaio 2006 novembre 2005 ottobre 2005 settembre 2005 agosto 2005 luglio 2005 giugno 2005 maggio 2005 aprile 2005
Grazie a imageshack.us per l'ospitalità offerta alle nostre immagini |
Fronte Surreale, lì 26/10/2005 Il quesito del maialino pt.3Ormai lo scambio di idee ferve e come in tutti i quesiti di un certo spessore vengono a crearsi degli schieramenti contrapposti e dei liberi battitori.
Puntate precedenti: Il quesito originale. Le prime risposte. Consigliata la lettura per favorire la comprensione. danilog aggiunge una postilla e pone un inquietante quesito: "Dopo aver tentato di spostare la questione dalle limitanti logiche biologico-meccaniche a quelle ben più affascinanti della percezione dei fenomeni, confesso tuttavia di aver trovato affascinante l'ulteriore passaggio, cioè il chiedersi il perchè e il percome della teoria pura. Ma non ho ben compreso il ritorno finale alle logiche biologico-meccaniche iniziali proposte attraverso la soluzione dell'interruzione della gravidanza. Ormai credo che il maialino sia diventato un archetipo concettuale. Era inevitabile del resto." In seguito UmbertoSmaila e Mucio entrano in civile collisione su un punto fondamentale, ma andiamo con ordine. UmbertoSmaila interviene con sicurezza: "Mi si permeta di rispondere, offeso quanto sorpreso da questo approccio riduzionistico volto a sottovalutare la possibilità (o per i più duri di voi, certezza)dell'esistenza di Dio. Come non accorgersi della presenza di Dio (o Ronnie James) quando si parla di maiale? Per quale motivo cercare di dimenticare un binomio indissolubile? Per amor di scienza? Ma mi si faccia il piacere. Per questo, a voi offro la (assai bAnale) soluzione del quesito. Essendo il Maialino estensione diretta del Maiale, e quindi di colui che è uno e primo (o trito) si può dire senza cadere in fallo che anche il Maialino, per analogia, gode della proprietà dell'ubiquità. Essendo ubiquo (ubbiguo?) è quindi elemento quotidiano della colazione di noi campioni - non necessita d'essere inzuppato, dal momento che già è nella tazza, nelle carni, nello spirito di noi mangiatori di merendine al farro e solfato di magnesio. Il maialino è sempre inzuppato, inzuppantesi, inzuppabile, inzuppaturo. Quesito risolto, mi si permetta di rispondere in anticipo a chi dubitasse della proprietà dell' ubiquità del divino; la prova empirica stessa dimostra che ovunque ci si giri, di questi tempi, c'è pieno di maiale." Risponde un Mucio dubbioso: "Vorrei smentire il mio esimio collega il professor Smaila, infatti dimostrando l'esistenza di un principio divino (Dio, Allah, Maradona) lo si annichilisce secondo il principio del divino = indimostrabile. Sparito il divino, sparito anche il maiale, quindi staremmo parlando di aria fritta? come le male lingue sobillatrici già vociferavano? giammai, poichè l'esistenza del maialino da latte è provata e ben argomentata da alcune ricette della cucina sarda." e ci lascia con una pre/promessa: "Come inzuppare allora il maialino nel latte? a breve una risposta." Naturalmente non poteva mancare la risposta di UmbertoSmaila: "Qui non si parla di "dimostrazione" dell'esistenza di dio. Questa la lasciamo a voi, che tanto sperate nel suo fallimento, sTiavi della ragione che non siete altro. Tuttalpiù si puo' portare una qualche prova empirica ogni tanto per zittire anche voi, bieco popolino riduzionista, e tutto il circolo di Vienna (ad esempio, quella delle maiale - delle cui carni vi sappiamo - e ci sappiamo - grandi estimatori). Quello di cui parlavo è la percezione intuitiva, nell'accezione dell' avvertire, della presenza di dio nel suo legàme (o lègame, romano, o bond, come "Bond sono geims Bond" o "bond del tesoro" o "bond come bondaggio", o forse bind) con il maiale. Per questo mi designo in questa sede crociato del maiale di dio, portatore della Vera Fede (Federica, per chi la conosce da quando ancora si faceva chiamare Sergio). Dio sta, il maiale lo affianca, il maialino è da (nel) latte. " Da par mio non posso che proporre due mie teorie. Una di stampo prettamente linguistico e verte sulla termine "da". Se lo si intende come voce del verbo dare i maialino da latte è da interpretare come maialino in grado di dare latte. Per questo esso è già inzuppato e la soluzione semplicemente è da ricercare in una tazza più grossa. L'altra di stampo metempsicotico: tutti noi in questi tempi di mucche pazze a prioni, polli che ci influenzano e pesci termometri troviamo rifugio carnivalesco nel maiale. Trasformato in deiezioni va a concimare i campi permettendo al grano di crescere sano e vigoroso. Esso tritato e polverizzato viene trasformato in biscotti da intingere nella tazza. Quindi il maiale viene intinto. E questa è un'altra soluzione. Lettera dal fronte di secondosigillo scritta alle 14:41
Il quesito del maialino pt.2Giungono altri aggiornamenti sul quesito del maialino.
Non possiamo far altro che proporvi le nuove teorie, illazioni e soluzioni. danilog ci mostra una possibile visione alternativa grazie al Piccolo Principe. Ecco il suo intervento: "Il Piccolo Principe disegnerebbe semplicemente una tazza e chi ha ancora l'animo di un fanciullo capirebbe che dentro la tazza c'è già il maialino (Estensione della teoria secondo cui, disegnando una cosa a forma di cappello di profilo, il fanciullo capisce che in realtà è un boa che si è mangiato un elefante)." In risposta Fricat sfoggia un ragionamento davvero alla gradevole che squarcia parecchi veli. Ecco il suo intervento: "Appare chiaro, altresì, che possiamo star sbagliando approccio. anche quando riferiamo dell'ipotesi ottica, come escamotage (prendo questa perché la più "laterale"), ci ostiniamo a voler inquadrare la cosa con piglio razionale, così facente commettiamo letteratura , riproducendo in nuce il circuito ideativo-narrativo di Kafkis, che partiva da premesse assurde per svolgere serrate indagini iper-razionali, creando così il famoso "realismo magico" che altro non è se non "caudare" la parola onirico. Ovviamente, tale affermazione è bollabile, perché denuda questo meraviglioso equilibrio dell'ovvietà, senza ir quale, non ci sarebbe teorema e dunque divertissment. Dunque, scopriamo l'acqua calda, anzi, essendo noi fruitori accaniti del equivoco, ce la versiamo addosso, insomma scrivendoci versi a pelle. Però, se dessimo importanza paritaria a "razionale" e "assurdo", smettendola di ritenere il secondo aspetto una sorta di traditore politico scemo dell'intelletto, con cui ogni tanto far finta di ragionare, allora finarmente questo dilemma principe del mailino da latte nella tazza, avrebbe la sua caporetto (o capretto da latte). Prima ho parlato di "parità", ora parlo di "capovolgimento valoris", sicché l'assurdo, in questo sistema, sostituisce nella preminenza il reale. L'assurdo ha una pecuniarità: è molto economico. Risolve in una mossa i mille sprechi del razionale. Bene, la soluzione è questa: interruzione di gravidanza di una scrofa. Il prodotto di scarto è un maialino in fieri, ma mailino, perfettamente commisurabile alla tazza, senza spargimenti di latte. Grazie assurdo, tvumdb." La discussione, vero unicum nel panorama di desolazione che pervade il mondo blog, suscita talmente interesse da attirare le attenzioni anche degli organi di stampa. Questo l'articolo. Se avete idee questo è il momento di proporle. Lettera dal fronte di secondosigillo scritta alle 10:16
Fronte Surreale, lì 25/10/2005 Il quesito del maialinoGiusto ieri Fricat poneva un interessante quesito: "Io mi sono sempe chiesto come inzuppare nella tazza ir maialino da latte". Sollecitato da spirito scientifico e dalla natura curiosa il Fronte Surreale non poteva far altro che gettarsi nella ricerca pura per trovare una risposta, ma grande fu lo stupore quando le prime ricerche portarono alla luce una vasta letteratura a riguardo. Può essere d'ausilio illustrare il quesito come segue in figura
![]() Ad un primo esame sembrerebbe impossibile per svariati motivi, ma una ricerca ancora più approfondita ha fatto emergere un particolare interessante. L'arte di inzuppare un maialino da latte in un recipiente era già conosciuta tra gli Antichi Egizi come si evince da un'iscrizione rinvenuta nella tomba di un alto notabile presso la corte del Faraone.
In seguito vennero perse le tracce di tale pratica, come di molte altre per il resto, e per secoli nessuno si pose più il quesito. Solo verso il 1850 Sir Albert Corkshire Motel, medico di corte, scartabellando i vecchi appunti del suo defunto mentore trovò una serie di schizzi e note su alcuni esperimenti riguardanti un maialino da latte ed un tazza. Il quesito ritrovava nuova linfa ed un nuovo ricercato. Dapprima il Motel cercò di dare una soluzione matematica al quesito, ma vista la mole di variabili ripiegò ben presto per un approccio sperimentale. Il Motel espose il quesito su una rivista scientifica dell'epoca suscitando una viva emozione nei circoli di pensiero. I primi esperimenti tuttavia fallirono per l'indisponibilità oggettiva del maialino a farsi intingere. La naturale vivacità del suino provocava esondazioni e rovesciamenti. A queste iniziali difficoltà cercarono rimedio in molti.
![]() Una delle precondizioni era sicuramente l'essere vivo del maialino.
Paradosso che ben presto venne confutato da uno studente dello stesso Falleccino che affermò che tanto valeva allora lasciare senza controllo il sistema maialino-tazza e che prima o poi, per una serie di casualità, il maialino si sarebbe intinto da solo. Questa risposta decisa passò alla storia come "Principio di casualità dei sistemi maialino-tazza"
![]() ![]() Tuttavia la discussione è ancora aperta nonostante gli anni trascorsi. Il Fronte Surreale spera ora di riportare nuova linfa alla soluzione del quesito. Per ora le soluzioni proposte sono quelle di
![]() Aggiornamenti
Giungono le prime interessanti proposte di soluzione al quesito. Eccovi una prima carrellata di interventi
Fricat propone una soluzione: "Ci sarebbe una soluzione tanto estrema quanto indossolubilmente apparentata con la trivialità, ma già avanzata da uno studende de La nuit, che all'epoca fu scartata perché le tecnologie dei sanitari non erano ancora mature. Ma, per dirla alla Wittengstein, qui il problema si presenta essenzialmente linguistico , sicché, ponendo il maialino da latte in un water per diversamente abili, che, nonostante la qualifica, risponderebbe al nome di "Tazza", qualora disponesse delle necessarie compotenze organiche, noi avremmo in un solo colpo reciso il nodo gordiano e trovato, evidentemente una soluzione davvero di comodo." Mr.Tamburino interviene rendendo noto che "negli stati uniti d'america (da sempre all'avanguardia per risolvere tali quesiti) è in via di commercializzazione un maialino da latte geneticamente modificato ad hoc per entrare nella tipica tazza americana." Mucio propone un'altra soluzione: "Se il maialino da latte non entrasse in nessuna tazza allora non si potrebbe bagnare col latte e ciò contraddice l'ipotesi. D'altraparte se il latte fosse fuori dalla tazza, sarebbe del latte versato, ma come si sa sul latte versato non si piange. Se non si piange si ride e il riso fa buon sangue, ma se anche il vino fa sangue, come dice il saggio popolare, il riso quindi fa buon vino, il buon vino invecchia nelle botti, quindi il latte se non nella tazza è in una botte. E in una botte c'è abbastanza spazio anche per più di un maialino, per la prima colazione." Lettera dal fronte di secondosigillo scritta alle 10:59
|